Ristorante ad Asti: Il Cavallo Scosso

IL Cavallo Scosso: Viatosto o Don Bosco?

Asti ha una bellissima zona residenziale.
Sarà perché ci vivo ma in “zona nord” la vita scorre “freneticamente tranquilla”.
Quando ho comprato casa qui ne ho guardate tante, ma il panorama che ora ho dal mio balcone, in centro me lo sognavo.
Oggi comprerei casa mia altre 100 volte.
Sono una sportiva, amo correre, e da casa mia sono subito lontano dal traffico. Correndo sovente, scendo a Valmanera da via Al duca,  non ho ben capito se quel quartiere rimane in Borgo Viatosto  oppure rione Don Bosco.

Nel 1980 questi due quartieri durante il Palio non erano separati, esisteva infatti Don Bosco- Viatosto che proprio in quell’anno vinse il palio a sorpresa con il cavallo  scosso di nome Imprevisto.
Tra l’altro proprio in quell’anno corse il palio anche Simone Lorusso, mio primo datore di lavoro, su Strega per il rione San Paolo qualificandosi terzo.

Il nome del ristorante che andrò a descrivere secondo me, deve il nome proprio a questo evento rivelandosi vincente.

Il delivery del ristorante Il Cavallo Scosso

Sono stata una volta sola a mangiare a Il Cavallo Scosso di Asti prima del lockdown diversi anni fa e tuttora non capisco come mai non ci sia più tornata; forse perché non ero pronta ad un cibo così ricercato, non lo capivo ancora.

Ritengo che i piatti siano il risultato di diverse ore di ricerca in cucina e il lockdown mi porta a scegliere di mangiare con l’opzione della consegna a domicilio ogni volta che posso per assaggiare i risultati dei nostri chef astigiani.
Inizio questo sabato sera ordinando proprio la cena al Cavallo scosso. Già al telefono chi mi risponde per prendere l’ordinazione risulta essere molto gentile e motivata, probabilmente è la proprietaria e non smentisce il mio ricordo dando un buon servizio già al telefono .
Siamo in due e ordiniamo: impressioni di settembre a quanto risulta nel menu scritto sull’app è il terzo classificato al festival degli chef è un antipasto di fassona con scampo servito con maionese ai ricci di mare. Ordiniamo poi il Pluma di patanegra,  una tartare di baccalà in brodo di cipolle e  taggiasche disidratate infine un tataki di ricciola hamachi servita con il condimento tosazu per una nota orientale. La signora che mi parla al telefono chiede se volessi anche il dolce e quindi dopo aver chiesto che cosa ci fosse ordino una torta di nocciola e una caprese al cioccolato.
Da bere prendiamo un Timorasso Derthona del 2018 delle cantine di Walter Massa.

All’arrivo puntuale noto con grande piacere che le confezioni che racchiudono il nostro cibo sono tutte biodegradabili, anche noi alla CAFFETTERIA AL CONTE VERDE usiamo l’usa e getta in materiale compostabile da tempo ormai. Sulla borsa personalizzata che lo contiene, c’è un biglietto pinzato che ci invita a scaricare l’app ed inviare lo scontrino per vederci accreditati dei punti per un concorso a premio.


Ogni scatola è identificata da un’ etichetta con il nome del contenuto e gli allergeni.
La cena comprende anche pacchetto di grissini home made, un entrée composta da un piccolo peperoncino con tonno e acciughe e una piccola crostatina  con probabilmente un ripieno di zucca e forse salmone dal gusto molto saporito.

Quando assaggiamo le impressioni di settembre ci rendiamo subito conto di come sia stato possibile per questo piatto vincere un premio al Festival degli chef, la fassona abbinata allo scampo si sposa perfettamente con la maionese ai ricci di mare e insieme hanno un gusto ineguagliabile, delicato e unico.
Scaldo leggermente il Pluma di patanegra che viene portato con una lamella di finocchio croccante e un piccolo composto gelatinoso sempre di finocchio  che  insieme al Pluma di patanegra esalta pienamente il suo sapore.
La tartare di baccalà è di nuovo un esplosione di gusto freschissima e dal sapore talvolta amarognolo delle olive taggiasche.
Infine il tataki di ricciola hamachi servita con il condimento tosazu e le fave cotte.
Nonostante non abbia mai amato il pesce crudo direi che questa volta sono rimasta piacevolmente stupita.
Infatti è delicato e la salsa  tosazu gli conferisce una nota orientale molto interessante.
Il vino scelto  si dimostra vincente, il timorasso Derthona anno 2018 delle cantine di Walter Massa famoso Vignaiolo scalzo è un vino corposo che  si abbina  perfettamente alla nostra cena.
La torta di nocciole ci viene servita con una crema sempre di nocciola a parte ma io preferisco di gran lunga la caprese al cioccolato anche se entrambe le torte sono di buon gusto.
Insieme ci viene portata anche una piccola pasticceria con tre biscotti ciascuno: una meringa, un bacio di dama e un morbido biscotto ripieno di panna
Cena con i fiocchi, possibilità di pagare con la carta anche a domicilio,  il servizio e la disponibilità risultano impeccabili anche in questo modo di proporsi,  è certamente uno dei migliori ristoranti della città.

So che il locale, già elegante, è stato recentemente rivisto e non appena sarà possibile andrò certamente a visitarli di persona.

Conclusioni

Consiglio questo posto a chi vuole passare una serata speciale e a chi vuole gustare eccellenze fuori dai soliti menu tradizionali.