Officina Alimentare dedicata a Parma

Avendo la possibilità in questo 2020 alternato da giorni rossi o giorni arancio o gialli, scappo con Massimo per un veloce weekend enogastronomico a Parma.
Parma è una ricca città universitaria dell’Emilia Romagna famosa per il Parmigiano Reggiano e il prosciutto crudo.
Parma è anche una città ricca di arte, troviamo il monumento al Correggio su Piazza Garibaldi,il monumento a Ercole e Anteo, il monumento ai caduti di tutte le guerre, il monumento al partigiano, quello a Giuseppe Verdi e molti altri ancora.

In pieno centro storico, in mezzo a Piazza della Steccata accanto alla basilica da lui stesso decorata, troviamo anche il monumento dedicato a Francesco Mazzola detto il Parmigianino costituito da una fontana a base quadrangolare dove su un piedistallo poggia la statua in marmo bianco che rappresenta l’artista.
Ma poi gli abitanti di Parma si chiamano Parmigiani o Parmensi? Matteo, la guida che mi accompagnerà a visitare il prosciuttificio a Langhirano mi spiega che gli abitanti della provincia vengono chiamati parmensi mentre quelli della città Parmigiani.
Quindi probabilmente Francesco Mazzola è stato proprio un cittadino di Parma, detto Parmigianino anche per merito del suo aspetto gentile e dalla sua corporatura minuta.
A 400 metri ed a 5 minuti di passeggiata da questo interessante monumento si trova L’OFFICINA ALIMENTARE DEDICATA.

Ho scelto questo ristorante attirata dal nome curioso.
Per arrivare in via Maestri 11 in pieno centro, non si possono non notare vetrine lussuose e luccicanti dei negozi che espongono abiti e splendide borse delle grandi firme passando da Valentino a Yves Saint Laurent che esponeva una pochette che ho subito desiderato tantissimo tanto era bella.
Mentre cammino in cerca del nostro ristorante alzo gli occhi al cielo illuminato da splendide abat-jour appese, qui tutto brilla.

Tutti rispettano per strada le disposizioni di legge per le norme anti covid, distanze, mascherine ben messe, ma comunque tutti sorridono e sembrano allegri, nessuno qui parla di covid, la vita va avanti e ne sono lieta.

Io e Massimo riconosciamo il nostro ristorante per merito di un’ insegna a bandiera ed una grossa lavagna nera appesa al muro tra le vetrine che indica gli orari di apertura e le specialità del giorno.

Le lavagne al muro mi ricordano le mie della CAFFETTERIA CONTE VERDE che sovente espongo fuori per indicare le novità.

All’ingresso un cameriere molto premuroso ci fa attendere poco prima di farci accomodare.
Ci sediamo in un tavolino in fondo alla sala alla porta rossa della cucina dove entrano ed escono i camerieri di continuo, un quadro appeso dietro di me, qualche bottiglia sulle mensole e qualche pianta rampicante qua e là.
Nella sala ci sono altri tre tavoli da 6 e andando ai servizi noto delle scale che portano ad un’altra saletta.
A destra dell’ingresso e vicino al bancone ci sono degli sgabelli che probabilmente vengono usati per fare aperitivo.
Un bellissimo portabottiglie in ferro battuto a serpentina riempie la parete bianca mentre i soffitti sono ovunque grigi.

LO STRAVAGANTE MENU DELL’OFFICINA ALIMENTARE DEDICATA

Accomodandoci al tavolo già ben apparecchiato, troviamo un sacchetto sigillato da un’etichetta personalizzata con dentro il pane.

Il menù ci viene portato immediatamente, do una veloce occhiata e penso tra me e me “cavolo mi piace tutto” e sono subito colta dall’indecisione.
Gli antipasti vengono chiamati RIPARAZIONEI VELOCI e passiamo da una focaccia al tegamino con 36 ore di lievitazione ad un salame fritto al Lambrusco, i primi sono detti FRESATURE E GALLEGGIANTI e troviamo oltre ovviamente ai tortelli il risotto alla zucca, gli anolini in brodo, la vellutata di ceci con pomodorini secchi e burrata affumicata, i passatelli asciutti e molto altro di goloso.
Poi abbiamo la carta dei salumi detta FILETTATURE, qui chi più ne ha più ne metta, Io ho avuto zero cognizione e ho assaggiato tutto!!! troviamo un prosciutto crudo stagionato 30 mesi, una paletta affumicata, la coppa, la mortadella di bufalo, lo Strolghino e poi non ve li dico tutti perché vi consiglio vivamente una giornata a Parma e un passaggio da qui.
I vini vengono chiamati LUBROREFRIGERANTI, il cameriere sempre molto disponibile Ci consiglia un Valturio del 2010, il suo preferito ci dice.
I tortelli, tipici di Parma, qui si vendono al pezzo, mi piace molto questa idea così ne posso prendere un po’ per tipo.
Tre alla zucca e tre alle erbette che dire…entrambi strepitosi.
Prima però prendiamo un tagliere di salumi dove abbondano delizie locali: prosciutto di Parma, mortadella sicuramente la più buona che io abbia mai mangiato, la coppa, due tipi di salame felino, il culatello e poi lei la cicciolata! Una botta di colesterolo ma impossibile non mangiarla!!!!!
I salumi sono uno più buono dell’altro.
Accompagniamo tutto dalla tipica torta fritta che ci viene servita molto calda e fragrante.

Siamo già pieni ormai ma comunque anche due golosi e quindi assaggiamo il filetto dalla cottura perfetta e di una tenerezza indescrivibile, e lo stufato con polenta anch’esso ottimo tutto accompagnato da una fresca insalata di cavolo cappuccio.
Concludiamo con un caffè Bonani di una torrefazione di Reggio Emilia.

Consiglio caldamente questo posto a tutti, gruppi di amici ma anche coppie che hanno voglia di una serata rilassante e informale .